
| Scrivo in questo periodo di passaggio per condividere una riflessione che mi accompagna in questi giorni. C’è un modo di guardarsi che non conosciamo quasi mai. Prova così: osservati dall’esterno, come se fossi qualcun altro. Ma non ascoltare i pensieri, non leggere le storie che ti racconti su chi sei, cosa hai fatto, cosa dovresti fare. Guarda solo il corpo che agisce. Vedi? Quel corpo si alza, cammina, si muove nello spazio. Prende una tazza, beve. Accarezza un animale. Respira. Si siede. Si alza di nuovo. Quando lo guardi così – solo gesti, senza parole – scopri qualcosa di straordinario: sei adorabile. Esattamente come il tuo gatto, come il tuo cane, come qualsiasi creatura che ami. Il punto chiave è questo: loro sono senza parole. Il tuo cane non si sveglia la mattina pensando “sono un fallimento” o “devo fare di più” o “cosa penseranno di me”. Si sveglia, si stiracchia, ti guarda, aspetta. Vive. E tu lo ami proprio per questo – per quella presenza pura, senza filtri mentali. Tu puoi essere lo stesso. Anzi, lo sei già – sotto tutte le parole. Se riesci a vederti nel solo agire, capirai quanto sei simile a loro nell’anima-lità. Non animalità come istinto cieco, ma anima-lità: l’anima che si manifesta attraverso il corpo, senza dover passare dal tribunale delle parole. Jiro Taniguchi lo sapeva. Nei suoi manga più belli non ci sono dialoghi – solo un uomo che cammina per strada, entra in un bar, ordina, mangia, esce. Pagine e pagine senza una parola. E in quelle pagine c’è tutto: la solitudine che non è tristezza, la presenza che non ha bisogno di spiegazioni, la vita che semplicemente accade. Guardando quelle vignette silenziose, capisci: quello non è un personaggio – sei tu. Sono io. Siamo tutti, quando smettiamo di narrarci e iniziamo semplicemente a essere.Quest’anno che sta per finire ci ha portato dal reale al digitale, all’artificiale. Ma attraverso tutti questi passaggi – e qui l’immagine parla chiaro – siamo sempre noi a creare. Il cervo che cavalca la soglia tra i mondi porta con sé la stessa anima, che sia disegnata a colori o in bianco e nero. Non cambia l’essenza. Cambia solo il linguaggio. E forse il vero augurio per il nuovo anno è questo: ritrovare quell’essenza sotto tutti i linguaggi. Vederti come vedresti un animale amato. Senza giudizio. Senza storie. Solo presenza che respira, che si muove, che vive. E da lì – da quella tenerezza per il corpo che sei – magari riuscirai finalmente ad amarti come ami il tuo gatto, il tuo cane, quella creatura silenziosa che non ha bisogno di spiegarsi per meritare amore. Buone Feste. Buon attraversamento. Buon ritorno all’anima-lità. 🎄✨Dal reale al digitale all’artificiale… ma sempre noi a creare. |
| E se ti ami così – con quella tenerezza per il corpo che sei – cosa fai concretamente per te? A volte amarsi è anche regalarsi qualcosa di bello da contemplare. Qualcosa che ti ricordi, ogni giorno, di questa prospettiva. Qualcosa che ti accompagni. Ho creato opere che nascono proprio da qui – da quel silenzio senza parole, da quell’anima-lità. Se senti che potrebbe essere un dono per te: Guarda qui E se no, va bene lo stesso. L’importante è che tu ti sia visto, oggi, con un po’ più di tenerezza. Buone Feste 🎄 Marco |

| Il corpo respira. Il gatto dorme. Tu esisti. |